La scoperta che lo Stretto di Messina fosse una rotta migratoria è avvenuta nel peggiore dei modi: ascoltando il suono del piombo dei fucili puntati sui migratori e vedendo cadere centinaia di rapaci, protetti dalla legge, in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi illegali.

Da allora (7 aprile 1981) ad oggi, molte cose sono cambiate, non senza pericoli e rischi per i volontari che hanno strenuamente chiesto, per lungo tempo inascoltati, il rispetto delle leggi e della vita di questi splendidi migratori che giungono dall'Africa ogni primavera, attraversando questi monti e mare stupendi, diretti verso nord, verso i territori dove nidificare e dare continuità alla vita sul pianeta.

A distanza di 35 anni la situazione sul versante siciliano è fortemente migliorata.

Oggi si possono ammirare 38 specie diverse di rapaci, le cicogne (la bianca e la nera) e tantissime altre specie (un totale di 327). Alcune specie sono osservabili facilmente, altre accidentalmente, ma finalmente senza più le stragi di un tempo, solo le nostre urla di gioia quando appaiono all'orizzonte stormi di centinaia di falchi pecchiaioli, o quando si staglia nel cielo un elegantissimo maschio di albanella pallida, o un veloce grillaio, oppure ancora un falco pellegrino della sottospecie nordica, La rotta migratoria dello Stretto di Messina, un tempo nota solo ai bracconieri, oggi è conosciuta e apprezzata al mondo dell'ornitologia e del birdwhatching perchè possono essere facilmente osservate alcune specie, altrove invece molto rare. Ogni anno organizziamo un campo per lo studio della migrazione dei rapaci sullo Stretto di Messina.

Siamo in contatto con analogo campo sul versante calabrese e con il Corpo Forestale dello Stato che invia nuclei appositi per reprimere e prevenire il bracconaggio sulla sponda del continente, dove ancora rimangono aree estremamente pericolose per questi splendidi migratori.

Siamo anche in contatto con l'isola di Malta, dove purtroppo ancora oggi si spara e si catturano specie di uccelli durante la migrazione, sia autunnale che primaverile.

Il successo delle attività sullo Stretto di Messina è stato e continua ad essere un esempio e uno sprone per situazioni simili altrove ed ha - primo nella storia dell'Italia - creato lo stimolo per realizzarne altri con lo stesso obiettivo, laddove purtroppo si violava analogamente la legge.

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